QUANDO UNA START-UP E’ INNOVATIVA?

  1. Start-up-e-PMI-innovative

L’art. 25 comma 2 lettera f) del D.L. 179/2012 prevede che tra gli altri requisiti previsti dalla stessa norma, la società esistente o neo costituita debba avere: “f) quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”;

La domanda che ci si pone a seguito della lettura della norma è la seguente: cosa si intenda per sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi ad alto valore tecnologico? La prima parte da esaminare riguarda il requisito dello sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi, cui si deve far riferimento per non vedersi respinta, dalla Camera di Commercio di competenza, la domanda di iscrizione nel registro speciale delle start-up.
Il controllo sui requisiti, sebbene non demandato in via sostanziale, ma prettamente formale alle Camere di Commercio ( rif. Circolare del Ministero dello sviluppo Economico del 31.5.2015 prot. 80747) “In altri termini, ribadito quanto già precisato in precedenza (particolarmente con la nota 29 settembre 2014, richiamata da codesta Camera), appare evidente come il legislatore abbia inteso limitare l’analisi da parte dell’ufficio ricevente alla mera verifica di regolarità formale della attestazione depositata.”, tuttavia, qualora si verifichino situazioni “di totale scostamento del profilo formale (dichiarazione di possesso dei requisiti) da quello sostanziale (effettivo possesso dei requisiti, desumibile, come nella fattispecie in oggetto, per tabulas), si deve ritenere assolutamente prevalente l’aspetto sostanziale su quello meramente dichiarativo.”

Tali requisiti, in particolare, devono esistere al momento della richiesta di iscrizione della start up al registro delle imprese e, pertanto, la società non potrà limitarsi alla fase di sperimentazione e/o studio dell’innovazione, ma dovrà effettivamente produrre e commercializzare il prodotto, e quindi aver iniziato l’attività, mediante l’apposita denuncia di inizio attività.

Qualora la denuncia di inizio attività preveda e/o sia subordinata al rilascio di licenze, autorizzazioni o concessioni amministrative, ecc. esse dovranno essere in possesso dell’impresa, oppure la stessa dovrà aver già presentato apposita SCIA all’ufficio competente. (rif. rif. Circolare del Ministero dello sviluppo Economico del 29 settembre 2014 prot. 169135) “Poichè quindi, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi devono essere tutte oggetto dell’attività della start-up innovativa dopo la sua iscrizione nell’apposita sezione speciale, pare inevitabile che, contestualmente a detta richiesta di iscrizione, debba anche essere presentata, ove sia prevista dalla regolazione amministrativa locale inerente dette attività, apposita SCIA al competente SUAP, anche attraverso la procedura della “Comunicazione unica per la nascita dell’impresa” prevista dall’art. 9 e seguenti del DL 7/2007.”

Il secondo elemento dei requisiti da esaminare riguarda la definizione di “servizi innovativi ad alto valore tecnologico” , requisito questo che deve essere autocertificato da parte del legale rapp.te della società, mediante apposita dichiarazione da allegare alla domanda di iscrizione nell’albo speciale istituito presso le Camere di Commercio.

In questo caso, poiché il D.L. 179/2012 non fornisce la descrizione di cosa debba intendersi per servizio innovativo ad alto valore tecnologico, potrebbe essere richiamata per analogia la disciplina Comunitaria, “Comunicazione della Commissione Europea 2006/C 323/01 “Disciplina Comunitaria in materia di aiuti di stato a favore di ricerca, sviluppo ed innovazione” art. 1.5 “ L’innovazione nelle attività di servizio spesso deriva dall’interazione con i clienti e dal confronto con il mercato anziché dallo sfruttamento e dall’utilizzazione di conoscenze scientifiche, tecnologiche e commerciali esistenti. Inoltre, nel settore dei servizi, l’innovazione tende a basarsi su processi e modi di organizzazione nuovi, anziché sullo sviluppo tecnologico.”

La questine si pone quando l’attività prevalente della start up non coincida con l’accezione industriale di ricerca ed innovazione, ma sia riferita alla produzione, allo sviluppo ed alla commercializzazione di servizi.
In questo caso si dovrà avere riferimento, da quanto può desumersi dalla lettura della norma e dalle circolari ministeriali, alla capacità che avrà tale nuovo servizio e/o prodotto di utilizzare l’innovazione tecnologica per modificare il metodo di produzione, distribuzione o di utilizzo del bene/servizio. Ruolo importante, in questo metodo innovativo, dovrebbe avere l’utilizzo delle nuove tecnologie e degli strumenti tipici della new economy (portale web, web app, mobile app).

Saranno la prassi e le successive circolari del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), a chiarirci quali tipo di attività potranno essere definite Start up innovative, in base all’innovazione ad alto valore tecnologico dei loro prodotti e/o servizi.

Fonti:
• DL 18 ottobre 2012, n. 179,
• Parere del 29 settembre 2014, prot. 169135 del Ministero dello Sviluppo economico;
• Parere del 31 maggio 2015, prot. 80747 del Ministero dello Sviluppo economico;
• Comunicazione della Commissione Europea 2006/C 323/01: “Disciplina Comunitaria in materia di aiuti di stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione”.

Il presente articolo non intende essere risolutivo della problematica, tutt’ora aperta ed in fase di interpretazione della norma, ma solamente un breve studio realizzato dal sottoscritto per una società cliente che intende costituirsi come Start up innovativa.Il presente articolo ha solamente scopo divulgativo ed è frutto dell’esame della documentazione liberamente reperibile sul sito del MiSE e non potrà costituire motivo di responsabilità per il sottoscritto, a qualsiasi titolo e/o ragione.

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